INCoNTRO CON LA CANCELLIERA MERKEL

MONTI: "ORA TOCCA ALLA GERMANIA"

Il Premieri sul "Die Welt" sull'asse franco - tedesco: "Un'Europa bipolare sarebbe una cattiva Europa", serve argine alle speculazioni



CRISI - L'Italia vuole il rigore e i conti in ordini a casa propria e in Europa, e sta compiendo sacrifici e riforme notevoli, ma serve un argine alla speculazione che solo un fondo salva Stati con più risorse può assicurare. Il premier Mario Monti va a Berlino per incontrare il cancelliere Angela Merkel con un compito, al solito, non facile: convincere la Germania, che preme l'acceleratore per una celere firma del fiscal pact per potere smorzare le tensioni dei mercati sugli Stati sovrani. Tensioni che colpiscono anche pesantemente le stesse banche, come il caso Unicredit insegna, visto che il mercato sta penalizzando la banca sotto aumento di capitale anche per i timori di insolvenza dell'Italia.+

Altri temi, pur importanti, quali la tobin tax o gli Eurobond, vengono in secondo piano nei colloqui fra i due capi dell'esecutivo che si terranno alla Cancelleria. La Merkel, che alla vigilia incontra il direttore generale dell'Fmi Christine Lagarde, deve peraltro fare i conti con la propria opinione pubblica e con gli alleati di governo molto spesso critici alla sua azione.

IL TOUR DI MONTI - L'incontro con la Merkel è forse il più importante delle diverse tappe della maratona fra le capitali europee del professore: prima Parigi, ora Berlino, il 18 gennaio Londra, dove lo attende quella City che scommette contro l'Italia, per poi ospitare Germania e Francia a Roma il 20. Infine l'Eurogruppo del 23 a Bruxelles, nel quale illustrare le riforme in corso.

Contro Monti e l'Italia, oltre ai tempi brevi di cui si è detto, anche il fuoco di fila senza tregua del mercato, con gli spread che si tengono al di sopra dei 500 punti, le agenzie di rating come Fitch pronte a tagliare il giudizio sul nostro Paese e la sfavorevole congiuntura economica che rende ancora più difficile il controllo del rapporto deficit pil a fronte di un costo del debito altissimo anche per una Paese a crescita a due cifre. Con la Germania che si avvia a una brusca frenata nel 2012, l'Italia, la cui industria (specie al Nord Est) è connessa a quella tedesca, ha di fronte perciò mesi difficili in termini di produzione industriale, occupazione e consumi.

11-01-2012