rapporti istat ed ocse sul belpaese

Ocse: "Nel 2013 la disoccupazione in Italia sarà del 10%"

Nel nostro Paese un giovane di eta' compresa tra i 15 e i 29 anni non studia ne' lavora: i cosiddetti Neet sono 2,1 milioni



ECONOMIA - Un'Italia piu' povera, che non riparte, con consumi e salari ferme, discriminazioni sul lavoro per donne e giovani e un esercito di 1,8 milioni di scoraggiati, che non ha un impiego e nemmeno lo cerca perche' pensa che non lo trovera' mai. Questo il quadro del nostro paese delineato dall'Istat e che l'economia sia in recessione, viene confermato dall'Ocse secondo cui la ripresa resta "modesta".

 

GIOVANI E DONNE PENALIZZATE - Dal rapporto Istat emerge che giovani e donne sono le categorie piu' penalizzate. Nel nostro Paese un giovane di eta' compresa tra i 15 e i 29 anni non studia ne' lavora: i cosiddetti Neet sono 2,1 milioni (22,1%) di cui la maggior parte nel Mezzogiorno.

 

Per le donne, invece, la maternita' rappresenta ancora un ostacolo per la carriera lavorativa: a distanza di due anni dalla nascita di un figlio, quasi una madre su quattro che era occupata non ha piu' un lavoro (22,7%). Sul fronte del lavoro, nel 2011 l'incidenza dei precari sul complesso del lavoro subordinato e' al top dal 1993.

 

Sale il numero degli occupati dipendenti a termine, arrivando al 48,4% a fronte del +13,8% registrato per l'occupazione dipendente complessiva. Nel 2011 l'incidenza del lavoro temporaneo sul complesso del lavoro subordinato e' pari al 13,4 per cento, il valore piu' elevato dal 1993; supera il 35 per cento (quasi il doppio del 1993) fra i 18-29enni. Resta intanto fermo a 20 anni fa il salario reale.

 

CROLLA IL POTERE D'ACQUISTO - Complessivamente il potere d'acquisto delle famiglie e' sceso di circa il 5% e la percentuale di famiglie che si trovano al di sotto della soglia minima di spesa per consumi si e' mantenuta intorno all'11%. Da sottolineare ancora l'enorme divario territoriale: al Nord l'incidenza della poverta' e' al 4,9 per cento, sale al 23 per cento al Sud.

 

L'Ocse intanto ha certificato che per il Belpaese una ripresa graduale ci sara' solo a partire dal 2013. Il Pil calera' del 1,7% nel 2012 e dello 0,4% nel 2013.

 

Doccia fredda anche sul fronte del lavoro: il tasso di disoccupazione in Italia sfiorera' il 10% nel 2013. Per i nostri conti "potrebbe esserci bisogno di alcuni interventi aggiuntivi" anche se, conclude l'organizzazione parigina, "esiste un margine di sicurezza alla luce della prudente previsione del governo sulle risorse provenienti dalle misure anti-evasione fiscale".

 

22-05-2012